"Chiamatemi Antonio Borghese" - Anthony Burgess, una monografia
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3: La terapia Ludovico
"I romanzieri sono forse le ultime persone al mondo ad avere delle opinioni. Il romanzo è, per sua natura, privo di opinioni; è costruito sulla dialettica delle vedute contrarie e opposte, alcune delle quali, anzi tutte, possono risultare insostenibili e perfino sciocche. Un romanziere non dovrebbe nemmeno essere troppo intelligente, sebbene...gli debba essere concesso di ritenersi un intellettuale."
(Da: You've Had Your Time, capitolo 2, 1990)
| CURIOSITÀ,
TESTI, LINKS:
Burgess about "A Clockwork Orange" da A Clockwork Orange: A Play with Music A Clockwork Orange - Informations sul film e sul romanzo e le reazioni che entrambi suscitarono. Un autore bravo ma sfortunato che BURGESS ammirò: B. S. JOHNSON |
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Clockwork Orange è un libro notevole, ma secondo me l'opera
più consistente di Burgess (e non solo per il numero di pagine)
è Earthly Powers (Il Principe delle Tenebre). In Earthly
Powers si condensa tutta la perizia dello scrittore, la sua capacità
di raccontare in maniera sciolta e piacevole , la conoscenza di tanti posti
e delle rispettive lingue, il coraggio di affrontare temi che ancora infondono
un sentimento di raccapriccio e di vergogna. È una cronaca del Ventesimo
secolo, un viaggio storico che va dal 1900 fino agli anni Ottanta e che
tocca decine di paesi e culture differenti. Il romanzo è morto?
Con Earthly Powers Burgess smentisce gli assertori di questa
teoria. L'unica critica costruttiva che posso fare di quest'opera è
di raccomandarne la lettura.
Ma in questa sede parliamo soprattutto di Arancia meccanica perché il nome di Anthony Burgess è indissolubilmente legato a questo suo lavoro.
La scena si apre in un bar in cui si serve moloko - latte - drogato, e da lì Alex e i suoi tre amici partono per la loro consueta crociata distruttiva. Picchiano un vecchio, fanno a pezzi i suoi libri, lo spogliano, intascano il suo denaro. O piuttosto: Alex e i suoi tre droogs tolscioccano un vecchio veck, razrazzano i suoi libri, gli tolgono i platties e prendono un malenky del suo cutter. (Un dizionarietto dello slang di Alex e dei suoi compari si trova più avanti.) Alex commette orribili atti di violenza pur conservando un certo stile e una certa eleganza ("a cheerful attitude", scrive Gardner). È la "signorilità", l'aristocratismo di questo vizioso teen-ager a conferire un'impronta di macabro umorismo alla vicenda di Arancia meccanica. Il quindicenne si inebria alla musica di Beethoven ed è tutt'altro che un ignorantello; ma nel frattempo ruba, ferisce e uccide come un incosciente qualsiasi.
"La violenza. . . è una manifestazione del desiderio di creare che hanno molti giovani simili ad Alex. Poiché non sanno come liberare la loro energia in maniera creativo, fanno esattamente il contrario e distruggono." (Sull'Independent di Londra, 31 gennaio 1990.)
(Perché mai adesso mi sembra di udire la voce del vagabondo nella prima scena del film ? Sapete a cosa mi riferisco. A quel personaggio dimesso che, sputando sangue, proclama: "Il problema è che non c'è legge, non c'è ordine. Gli uomini volano sulla luna e gravitano attorno all'orbita terrestre, ma quaggiù nessuno si prende cura di niente...")
Tradito
dai suoi drughi, Alex viene arrestato e schiaffato in prigione.
Poi, proprio lui tra tutti i detenuti, viene prescelto come cavia per la
nuova terapia Ludovico - programma di riabilitazione basato su elettroshock,
psicofarmaci e la visione di pellicole a tema unico: la violenza. Burgess
aveva considerato che, nella realtà, certi criminali e omosessuali
si sottoponevano spontaneamente a una terapia di rigetto (tra gli omosessuali
ci fu Alan Turing), e immaginò che un trattamento simile
potesse essere applicato su un delinquente qualsiasi rendendolo "incapace
di perpetrare, anzi già solo di concepire un'azione antisociale
senza provare una forte sensazione di nausea."
La terapia Ludovico toglie ad Alex ogni voglia di far del male, e lo fornisce di una sorta di coscienza artificiale.
"È inquietante osservare come nei sistemi democratici, che sono fondati sulla premessa dell'inviolabilità del libero arbitrio, i principi della manipolazione mentale arrivano a essere generalmente accettati... La risposta democratica alla criminalità può essere interpretata come il tentativo apparentemente più umano, o umanitario, o più compassionevole di tutti, perché considera una malattia la dicotomia intrinseca agli esseri umani, una malattia che li rende gloriosamente creativi o bestialmente distruttivi. Lo Stato moderno cerca di curare questa condizione schizofrenica con droghe, shocks o con il condizionamento skinneriano. La delinquenza giovanile disturba la pace dello Stato; la delinquenza degli individui più maturi tende a distruggere la razza umana. In entrambi i casi, si applica lo stesso metodo: l'asportazione dei tessuti malati."
Dopo
aver assistito alla terapia Ludovico, il lettore fa la conoscenza di "un
Alex nuovo, riformato, un Alex senza libertà di scelta, un Alex
vittimizzato" (Magill's Critical Survey of World Literature).
Il parallelismo tra lo Stato di Arancia meccanica e un qualsiasi
sistema totalitario dell'èra moderna è ovvio. E anche "l'accusa
di Burgess ai behavioristi e agli Stati totalitari è ovvia"
(Magill)... Come premio per essersi fatto "redimere",
Alex ottiene il condono, ma scopre che nel mondo non c'è più
posto per lui. Come se non bastasse, le sue vittime possono finalmente
vendicarsi per i soprusi subìti. La tragedia del ragazzo, che è
ridotto a un essere senza volontà, condannato a un'esistenza robotica,
intenerisce uno scrittore dalle idee sovversive, che gli offre di ospitarlo
a casa sua. Ma il gesto dello scrittore non è del tutto disinteressato:
F. Alexander - questo il suo nome - intende rendere pubblica la vicenda
di Alex e servirsi di lui quale emblema vivente della fallibilità
del regime. Una volta resosi conto che Alex è uno di quei giovinastri
responsabili della morte di sua moglie, i sentimenti di F. Alexander si
capovolgono, e lo scrittore tenta di "suicidare" Alex ossessionandolo
con la musica (ora per il ragazzo poco benefica) di Ludwig van.
Alex si getta dalla finestra, ma sopravvive, sia pure con le ossa rotte.
Mentre è all'ospedale, i giornali riportano la sua disavventura,
e, per fermare l'ondata di critiche, gli organi statali "riparano"
il suo cervello. Alex si ritrova nuovamente libero di poter scegliere tra
Bene e Male. E qui comincia il tanto discusso 21° capitolo.
Ormai ventunenne, Alex, come il suo compare Pete, pensa a sposarsi, a farsi
una famiglia, insomma ad adeguarsi. Gardner osserva che
"Alex rende chiaro di aver scelto il male in seguito a un atto
deliberato di libertà, e ciò in un mondo pieno di conformisti
subumani." Quando lo Stato si adopera per redimere il ragazzo, nel
libro affiora la domanda: "Redenzione sì, ma a quale prezzo?"
O, per dirla con le parole del cappellano della prigione: "Se uno
non può scegliere, cessa di essere uomo."
Nothing Like the Sun (il romanzo su Shakespeare) .. The Wanting Seed (un romanzo "fantascientifico" di Burgess)
"Qualsiasi siano le condizioni necessarie per il sostenimento della società, il basilare corredo umano deve rimanere intatto. I prodotti marci - o meramente sbagliati - della volontà incondizionata, possono anche essere puniti o tenuti alla larga con metodi d'intimidazione, ma le stesse qualità intrinseche dell'individuo non dovrebbero mai essere rimosse. L'imprevista distruzione della facoltà di Alex di apprezzare la musica testimonia della scarsa comprensione (o della voluta ignoranza) che lo Stato ha nei riguardi della natura umana, e simbolizza le conseguenze di certe decisioni intraprese dal potere costituito. Noi non possiamo aver fiducia negli uomini - e con 'uomini' intendo noi stessi - ma ancor meno possiamo averne nello Stato." (Anthony Burgess)
In innumerevoli recensioni, Arancia meccanica viene definita "una visione futuristica da incubo". Non c'è dubbio che il film di Kubrick , con i suoi requisiti psichedelici (secondo me poco fedeli alle descrizioni contenute nel romanzo), ha trasformato questa "fiaba della patologia sociale" in una vicenda vagamente horror-fantascientifica. Arancia meccanica - il libro -, futuristico lo è nel senso che ci fa individuare in Alex, Pete, Georgie e Dim gli archetipi dei teens sbandati e "rowdy" dei nostri giorni. L'episodio-chiave è senza dubbio quello in cui la moglie dello scrittore è brutalmente violentata da Alex & Co., che parlano un gergo bizzarro quanto ingegnoso.
La più singolare caratteristica del romanzo consiste proprio nello slang slaveggiante di questi giovani criminali. (Il tema della criminalità minorile riapparirà in un altro romanzo profetico - e altrettanto bello - di Burgess: 1985). Bisogna chiedersi se, con l'invenzione di tale idioma che ricorda il russo, Burgess non abbia inteso lanciarci qualche messaggio. Fin da sempre indubbiamente anticomunista, i rapporti di Burgess con la Russia (con la Russia "dissidente", localizzata a Leningrado, ossia San Pietroburgo - vedere Honey For The Bears e Any Old Iron -) erano di una grande simpatia, una simpatia che nasceva dalla sua curiosità per quel popolo e per gli usi e i costumi di quella terra sconfinata. No, non credo che nel creare lo slang per Alex e i suoi droogs lo scrittore abbia inteso comunicarci qualcosa che non sia altro che la volontà dei ragazzi, di tutti i ragazzi, di distaccarsi dal mondo degli adulti, o a ritagliarsi in esso una propria dimensione, sviluppando non solo riti propri, ma anche un proprio modo di parlare.
Burgess sa giocare con le lingue e i dialetti come nessun altro, come
gli ha anche attestato William S. Burroughs. In A Mouthful
of Air, Burgess ci presenta l'esempio definitivo della "conversazione
di tutti i giorni", citando un automeccanico di sua conoscenza:
"Oh Fuck! The fucking fucker's fucking fucked!"
Soltanto lui era in grado di creare per i suoi "drughi" un
vernacolo su misura...
Farsa dell'orrore o profezia sociale, Arancia meccanica si legge sempre con rinnovato piacere. "Qualcuno" scrisse Burroughs "potrebbe addirittura non accorgersi che questo libro è anche divertente."
Anthony Burgess provava una forte antipatia per ogni forma di potere, in quanto il potere inibisce la libertà dell'individuo. In Any Old Iron ci si imbatte in un brano molto significativo, in cui yankees e sovietici vengono definiti "stesse persone, solo che portano un diverso cappello". Burgess non fu mai tenero con i propri compatrioti, figuriamoci se risparmiava stoccatine ad altre razze e paesi. Sugli americani osservò: "Sono capaci di ascoltare, però non si curano di leggere. Guerra e Pace è riservato ai momenti d'ozio dell'età della pensione, anche se, arrivato quel tempo, lo si dedicherà ad arredare il soggiorno. Romanzi corposi vengono comprati come parte del nuovo arredamento. Tanto, anche se non letti, quei libri conserveranno il loro valore. Leggere è una perdita di denaro. Gli americani, furbi, sanno che i libri contengono persone, ed è le persone che vogliono, non i libri." (Da: You've Had Your Time, capitolo 2.)
Nelle sue satire acute, Burgess si serve di pochissimi cliché riguardanti le usanze e il carattere dei vari popoli; o, meglio, si serve solo di stereotipi che lui, tramite le proprie esperienze, ha potuto personalmente verificare. L'America vissuta dal professore Enderby in The Clockwork Testament, la ricca e viziosa società francese nel Nord Africa conosciuta dal medesimo personaggio, gli ebrei di Londra nell'esilarante The Doctor Is Sick, ma in primo luogo, come detto, gli inglesi in ciascuno dei suoi libri, sono descritti con ironia implacabile. Quest'ironia non serve che a rendere umani, riconoscibili e perciò quasi tangibili, i luoghi e le maschere che affollano le pagine dei suoi romanzi. Circa l'Italia, che pure Burgess amò, qua e là in un paio dei suoi libri fa qualche accenno al carattere brigantesco, da predatori, degli italiani o di parte di loro. Lo scrittore omosessuale protagonista di Earthly Powers a Roma viene picchiato a sangue e derubato (ma ne ha subite già tante anche in altri paesi!), e in Any Old Iron un piccolo imprenditore inglese, dopo che è stato rapito da un gruppetto di terroristi, non può contenere la propria sorpresa: aveva sempre pensato che i sequestri di persona accadessero in Italia, e mai in Inghilterra. (Ma, come già affermato, lo scrittore amava il nostro paese; tra l'altro, era sposato con una italiana.)
Per un cittadino del mondo come fu Burgess, tutti i posti sono vivibili, ma è inevitabile che ogni governo, con la sua macchina burocratica e i suoi agenti del fisco, vada a rompere la pace che l'individuo si è illuso di aver trovato.La perfezione, insomma, non risiede da nessuna parte. E per fortuna, è il nostro commento; per fortuna, sì, altrimenti non ci sarebbero che romanzi noiosi, poco digeribili, tutt'altro che... burgessiani. Mordace com'era, Burgess non volle risparmiare nemmeno il Vaticano. In una sua critica letteraria, riferendosi alla Santa Sede, scrisse: "L'intera vita umana è qui, ma lo Spirito Santo sembrerebbe trovarsi altrove." (Observer , 25 maggio 1986.)
Quando, già famoso, tornò a Manchester, scatenò molte polemiche affermando di non riconoscerla quasi più. "Manchester non è il risultato di una pianificazione urbana, ma di uno smantellamento. Io la trovo terribile." Del resto, alla città natale non erano legati i suoi ricordi migliori. Da bambino, "Jack" Anthony fu trovato sul suo lettino in mezzo ai cadaveri della sorella e della madre, entrambe succube dell'influenza spagnola. La madre di Burgess era stata una ballerina all'Ardwick Empire. Il padre era un contabile; faceva il pianista nel suo tempo libero. Anthony crebbe in un modesto alloggio di Harpurhey, e imparò a scrivere e a leggere nella scuola elementare Bishop Bilsborrow - Moss Side. Poi le bombe dei tedeschi, prima che lui si arruolasse...
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