Anthony Burgess

 

È curioso constatare come l' "intermedialità" che oggi dilaga esalti, ricalcandolo, il processo di apprendimento cui fu soggetta la generazione di chi, come me, venne al mondo intorno al 1960. Forse non sarei mai arrivato ad Anthony Burgess se, in un ormai remoto giorno della mia gioventù, uno stravagante musicista americano, certo Walter Carlos, non fosse apparso sul piccolo schermo (allora in bianco-e-nero e monopolizzato dalla RAI) per eseguire al moog (progenitore dei synthesizers) una versione elettronica dell'Andantino moderato dalla Nona di Beethoven.

Quella 'piece' musicale, che mi colpì per la sua obliqua orecchiabilità, culminava nell'Andante maestoso dell'Inno alla Gioia.
Più tardi entrai in possesso del disco di un complesso punk tedesco (Die Toten Hosen) in cui si enarra la storia di Alex, un ragazzo dedito alla violenza in una società ipocrita e alla deriva: era il chiaro richiamo alla vicenda di Arancia meccanica. Per caso, trovai finalmente il romanzo di Burgess in un supermercato (dove altrimenti, a dispetto della presunta varietà della merce, non si trova mai nulla) e lo divorai con ingordigia. Quindi, sia pure non senza difficoltà, riuscii a procurarmi la videocassetta del film.
La trasposizione cinematografica di Kubrick è del 1971 e fu un successone che lanciò Anthony Burgess nel Parnaso dei più celebri autori contemporanei. (Vedi l'indice dei suoi libri disponibili presso Amazon.com.) Burgess tuttavia giudicò che il regista non gli aveva reso affatto un favore, e si dissociò da quella produzione. In effetti, il film di Kubrick , anche se è diventato un cult movie, può risultare deludente per chiunque abbia per primo conosciuto il romanzo.

Clockwork Orange..Il film fu tratto dalla versione americana del libro, che l'editore aveva decurtato del ventunesimo capitolo - l'ultimo - in cui i tre protagonisti, 'drughi' o droogs, divenuti adulti si ravvedono e decidono di condurre una "normale" esistenza. Poiché anche il successo della novella diede adito a una serie di ambigue speculazioni, Burgess volle prendere le distanze da questo suo lavoro. Sembra che lo stesso scrittore trovasse il lieto fine (nell'edizione originale, con il ventunesimo capitolo) non troppo convincente. Più tardi avrebbe dichiarato:

"Il romanzo non è stato capito abbastanza. Molti lettori, e molti spettatori di quel film che ne è stato tratto, hanno pensato che io, uomo quasi sempre pacifico, amoreggi con la violenza. Non è così. Non è così ma sono pur sempre devoto alla libertà di scelta. Se uno non può scegliere di fare del male, non può nemmeno scegliere di fare del bene. E' molto, molto meglio che le nostre strade siano infestate da giovani furfanti dediti all'assassinio, che negare il libero arbitrio. Questa, lo so, è un'affermazione sorprendente, ma la mia è una presa di posizione che mi viene imposta dalla stessa tradizione morale che ho ereditato dalla civiltà occidentale, cui appartengo."

.. A Clockwork Orange - Informations ..... The Wanting Seed (un altro romanzo 'fantascientifico' di Burgess)

L'ispirazione per A Clockwork Orange arrivò a Anthony Burgess durante la Seconda Guerra Mondiale, quando sua moglie venne violentata da disertori americani. Il bambino che la donna portava in grembo morì in seguito all'accaduto. Anni dopo Burgess avrebbe compensato il suo dolore e la sua rabbia impotente inserendo in Arancia a orologeria (questo il titolo in italiano) una scena che ricorda quel traumatico incidente. Alex e i suoi compari violentano la moglie di uno scrittore, e la poveretta poi morirà. [Una precisazione: da qui in poi chiameremo il libro come il film, Arancia meccanica, perché rende meglio il senso dell'originale in inglese.]

A Clockwork Orange fu pubblicato nel 1962 e oggi appare come una prodigiosa anticipazione della realtà presente. "Intitolai il libro così per diversi motivi. Mi era sempre piaciuta la frase in cockney 'queer as a clockwork orange' (bizzarro, sragionato come un'arancia meccanica), che designa il massimo della stranezza, e memorizzai l'espressione sperando di poterla un giorno usare come titolo. Quando cominciai a scrivere il romanzo, pensai che questo titolo sarebbe stato appropriato per una vicenda particolare, una vicenda sull'applicazione dei principi di Pavlov sull'organismo umano. Ma c'è da aggiungere che io lavorai per l'esercito in Malesia, dove orang significa 'uomo'. Il nome dell'antieroe è Alex, abbreviazione di Alexander, che vuol dire 'difensore di uomini'. Questo nome ha pure altri connotati: a lex: una legge (a se stesso); a lex(is): un vocabolario (suo proprio); a (greco) lex: senza legge. I romanzieri hanno l'abitudine di scegliere attentamente i nomi dei loro personaggi. Alex è un nome corposo e nobile, e io desideravo che il personaggio che lo portava fosse compassionevole, pietoso e pericolosamente identificabile con noi, all'opposto di loro..." (1985)
..L'espressione "as queer as a clockwork orange" dà l'idea di qualcosa che in superficie appare normale, ma che internamente è artificiale, innaturale. L'Alex del romanzo burgessiano diventa un clockwork orange (umano all'apparenza, ma all'interno una macchina, perché senza volontà) in seguito al trattamento subito dagli organi dello Stato, che provano su di lui una nuova cura rieducativa.

"Alex non viene privato soltanto della capacità di fare del male. Amante della musica, reagisce violentemente alla colonna sonora che accompagna le sequenze di violenza cui è costretto ad assistere. Una sostanza chimica iniettatagli nelle vene gli provoca la nausea durante la proiezione del film, ma il malessere è dovuto anche alla musica. Non era nelle intenzioni degli agenti dello Stato di indurre questo bonus o... malus: è solo un caso che, d'ora in poi, Alex ripudierà, insieme alla violenza e all'assassinio, anche Mozart e Beethoven. Lo scopo principale è stato raggiunto: quello di negargli ogni scelta morale, che, per lo Stato, corrisponde alla scelta del male. Ma alla 'cura' si è aggiunta una punizione imprevista: poiché la musica è simbolo di beatitudine celeste, i cancelli del paradiso rimarranno per sempre chiusi per il ragazzo. Così, lo Stato è doppiamente in colpa: ha distrutto un essere umano, in quanto l'umanità è definita dalla libertà di una scelta morale; e ha anche distrutto un angelo."