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Stanley Kubrick
Intro "Un film assomiglia - o dovrebbe assomigliare - più alla musica che alla letteratura. Dovrebbe offrire un crescendo di stati d'animo, di sensazioni. Il tema di fondo, il significato, ciò che è al di là delle emozioni, dovrebbe venire solo in un secondo tempo."
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| Per anni non circolò alcun ritratto "ufficiale" di Stanley Kubrick. Il regista, infatti, persona schiva e reticente, non amava lasciarsi fotografare. Frederic Raphael, che nel 1994 lo andò a trovare a St. Albans per discutere con lui sul progetto di Eyes Wide Shut, fu stupito di vedere la sua casa protetta da recinzioni, come se celasse un segreto militare. A Raphael il regista apparve come un uomo basso, barbuto e dagli occhi color carbone; "potrebbe essere un impiegatuccio delle ferrovie francesi", annotò. L'ipotesi di Raphael era che Kubrick fosse vittima di un trauma, di uno shock che doveva averlo privato della fiducia in sé medesimo. "Non è proprio cattivo, ma direi che è alquanto sarcastico." (Cfr.: articolo in The Times del 10 luglio 1999 e Eyes Wide Open: A Memoir of Stanley Kubrick, by Frederic Raphael.) La vedova di Kubrick ha poi accusato Raphael di essere un delatore. "La data di pubblicazione del suo libro è stata chiaramente scelta in modo da trarre vantaggio dalla pubblicità sviluppatasi immediatamente prima dell'uscita di Eyes Wide Shut. Noi riteniamo che Mr. Raphael (...) abbia denigrato Stanley e causato ingiustamente dolore a quelli che lo conoscevano bene." Stanley Kubrick ha quasi sempre mantenuto le distanze dal realismo cinematografico, e ciò è indicativo del suo rapporto con la realtà vera. Nell'articolo "Words and Movies", scritto per Sight and Sound (vol.30, 1960/61, p.14) si espresse così: "I think that for a movie or a play to say anything really truthful about life, it has to do so very obliquely, so as to avoid all pat conclusions and neatly tied-up ideas". In effetti, quasi tutti i suoi film, da Lolita in poi, stanno in bilico tra la farsa burlesca e la fiaba filosofica. Uniche, stupende eccezioni: Barry Lyndon e Full Metal Jacket, in cui il regista ricostruisce minuziosamente due diversi universi storici (rispettivamente: il Settecento inglese e la guerra in Vietnam).
Detestava la negligenza e la superficialità. Allindomani delluscita di Shining, dichiarò: "Costringo gli attori a girare la stessa scena cinquanta volte? E per forza! Se si ha a che fare con professionisti che arrivano sul set dopo aver appena letto la parte!..." - Lo Brutto, Vincent. Stanley
Kubrick: A Biography (1997) (Anche in italiano: Stanley
Kubrick. Luomo dietro la leggenda. Il Castoro, pp. 570.) |
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peter patti 2001-2003.Email: peter.patti@innternet.de. |
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